neurofeedback

Neurofeedback

Un training cerebrale basato sull’EEG che aiuta a migliorare regolazione emotiva, attenzione e funzioni cognitive.

Intro

Il neurofeedback è uno strumento clinico che utilizziamo per lavorare su aspetti molto concreti come deficit attentivi, ansia e depressione.

Si basa sull’osservazione dell’attività cerebrale in tempo reale, permettendo al cervello di apprendere gradualmente modalità di funzionamento più stabili.

Può sembrare un videogioco o una serie tv, ma è a tutti gli effetti un training strutturato che si inserisce all’interno di un percorso terapeutico.
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Il team neurofeedback

Il percorso di neurofeedback è coordinato dal dott. Alessandro Zarfati, psicologo e psicoterapeuta, direttore del Master Universitario di I livello in Neurofeedback e Biofeedback dell’Università Europea di Roma e del Consorzio Universitario Humanitas.

Supervisiona il lavoro clinico e l’integrazione del neurofeedback all’interno dei percorsi, in collaborazione con l’équipe.
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Come funziona

Il neurofeedback si basa su tre passaggi:

• Rilevazione
sensori applicati sul cuoio capelluto registrano l’attività cerebrale

• Analisi
il software monitora il segnale in tempo reale

• Feedback
il cervello riceve un riscontro immediato (video, suoni, videogame) che cambia in base a come sta lavorando

Seduta dopo seduta, il cervello impara a:
• mantenere meglio l’attenzione
• ridurre stati di iperattivazione (ansia, agitazione)
• migliorare la regolazione emotiva
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Perché utilizzarlo

Negli adulti
Può aiutare a:
• gestire meglio ansia e stati di attivazione elevata
• migliorare la concentrazione, soprattutto nel lavoro o nello studio
• ridurre la sensazione di affaticamento mentale
• sentirsi più stabili dal punto di vista emotivo
• facilitare il lavoro in psicoterapia, quando il percorso fatica a sbloccarsi

Nei bambini e negli adolescenti
Può essere utile per:
• migliorare attenzione e capacità di mantenere il focus (ADHD)
• ridurre impulsività e difficoltà di autoregolazione
• supportare la gestione delle emozioni
• migliorare la partecipazione a scuola e nelle attività quotidiane
• affiancare altri interventi (psicoterapia, logopedia, tutoraggio)
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Quando può essere utile

Il neurofeedback può essere integrato all’interno di percorsi clinici in presenza di:
• ADHD (difficoltà di attenzione e concentrazione)
• ansia
• depressione
• disturbi del sonno (insonnia)
• difficoltà cognitive (attenzione, memoria, affaticamento mentale)
• difficoltà nel controllo degli impulsi
• deterioramento cognitivo
• riabilitazione in seguito a lesione cerebrale
• PTSD e trauma complesso
Quanto dura una seduta di neurofeedback?
Le sedute hanno una durata di circa 20–40 minuti.
Quante volte a settimana si fa?
Le sedute vengono svolte 1–2 volte a settimana, in modo compatibile con gli impegni della persona.

In alcuni casi è possibile aumentare la frequenza, quando gli impegni lo consentono e il percorso lo richiede.
Dopo quanto si iniziano a vedere i primi risultati?
I primi cambiamenti possono iniziare a emergere dopo circa 10 sessioni.
Quanto dura complessivamente il percorso?
In media, il training si sviluppa nell’arco di 30-40 sessioni, con variazioni in base alla situazione specifica.
Il neurofeedback è uguale per tutti?
No, il training viene costruito in modo personalizzato sulla base delle caratteristiche della persona e degli obiettivi del percorso.
Durante le sedute si è seguiti da un clinico?
Sì, il neurofeedback viene sempre svolto all’interno di una cornice clinica.

C’è un professionista che segue il percorso, monitora l’andamento e integra il lavoro con gli altri interventi previsti
È come un videogioco?
Durante la seduta si utilizzano spesso video, serie o videogiochi che cambiano in base all’attività cerebrale.

Questo rende il training più coinvolgente, ma alla base c’è un lavoro clinico strutturato, guidato da un professionista.
È un intervento supportato da evidenze scientifiche?
Il neurofeedback è oggetto di numerosi studi in ambito neuroscientifico e clinico, in particolare per ADHD, ansia, insonnia e alcune difficoltà cognitive. Come per tutti gli interventi clinici, l’efficacia dipende da come viene utilizzato e da come viene integrato nel percorso.
Ci sono effetti collaterali?
Il neurofeedback è una tecnica non invasiva e ben tollerata. Non prevede somministrazione di farmaci né stimolazioni dirette. Durante il training è la persona che agisce attivamente sul proprio funzionamento cerebrale, attraverso un processo di apprendimento graduale, guidato dal feedback in tempo reale.